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L’EUROPA CI SPINGE AD EFFICIENTARE E L’ITALIA TAGLIA I BONUS …

Case Green dall'Europa, e l'Italia toglie gli incentivi ...

luca

Qualche settimana fa, il 30 giugno 2025, la Commissione Europea ha pubblicato i documenti attuativi che guideranno i Piani Nazionali di Ristrutturazione degli Edifici (NBRP): modelli, regolamenti, linee guida operative. Tutto pronto, insomma, per iniziare a progettare su scala nazionale ristrutturazioni profonde, zero emissioni, nuove metodologie di calcolo, sistemi informativi condivisi. L’Europa ci dice chiaramente: investite in efficienza energetica, fate sul serio. E noi, in Italia? Stiamo togliendo i bonus.

Il 28 maggio 2024 è entrata in vigore la nuova Direttiva Europea EPBD IV (Energy Performance of Buildings Directive), il pilastro della strategia UE per la decarbonizzazione del parco edilizio entro il 2050. Una scadenza che non è poi così lontana, se consideriamo lo stato medio del patrimonio immobiliare italiano.

Qualche settimana fa, il 30 giugno 2025, la Commissione Europea ha pubblicato i documenti attuativi che guideranno i Piani Nazionali di Ristrutturazione degli Edifici (NBRP): modelli, regolamenti, linee guida operative. Tutto pronto, insomma, per iniziare a progettare su scala nazionale ristrutturazioni profonde, zero emissioni, nuove metodologie di calcolo, sistemi informativi condivisi. L’Europa ci dice chiaramente: investite in efficienza energetica, fate sul serio.

E noi, in Italia? Stiamo togliendo i bonus.


L’Europa alza l’asticella: obblighi, non più suggerimenti

La EPBD IV è diversa dalle versioni precedenti. Non si limita a suggerire, ma introduce obblighi vincolanti per gli Stati Membri:

  • Riduzione del consumo medio di energia primaria negli edifici residenziali del 16% entro il 2030, e del 20-22% entro il 2035.
  • Ristrutturazione profonda e programmata del 16% degli edifici non residenziali entro il 2030 e del 26% entro il 2033.
  • Tutti gli edifici nuovi (dal 2030) dovranno essere a zero emissioni.

Nel frattempo, vengono messi a disposizione strumenti condivisi, modelli dati, griglie per armonizzare le analisi dei vari paesi e creare un vero Osservatorio europeo del patrimonio edilizio.

Insomma, la UE prepara la transizione con metodo e visione. Sta a noi, ora, costruire piani credibili, tradurli in norme nazionali e metterli in pratica.


L’Italia smantella gli incentivi

A fronte di questo scenario, ci troviamo nel nostro Paese in una situazione opposta: il Superbonus, che nel bene e nel male ha rappresentato un’accelerazione storica, è stato ridotto, sminuzzato, quasi eliminato. I bonus ordinari sono sotto revisione, il bonus barriere architettoniche è stato limitato, e il futuro dell’Ecobonus è più incerto che mai.

Non solo: molte famiglie che hanno fatto affidamento sui bonus per migliorare le proprie abitazioni si trovano ora con cantieri bloccati, crediti incagliati, aziende fallite. Una transizione energetica senza strumenti economici rischia di essere solo una bella intenzione su carta.


Due visioni che non si parlano

La domanda sorge spontanea: come possiamo affrontare una sfida europea così ambiziosa se a livello nazionale mancano stabilità normativa e strumenti economici?

L’Europa ci chiede di ridurre drasticamente i consumi, migliorare le prestazioni degli edifici, monitorare i dati, definire traiettorie di ristrutturazione. Ma la realtà italiana è fatta di:

  • cittadini confusi e sfiduciati,
  • professionisti che non sanno più cosa proporre ai propri clienti,
  • imprese che non riescono a pianificare,
  • enti locali che non hanno risorse o personale formato.

Serve urgentemente un piano nazionale serio, strutturale, con orizzonte al 2050, che non si limiti a rincorrere l’emergenza o la scadenza fiscale.


E ora?

EPBD IV è legge. Entro il 2026 l’Italia dovrà recepirla. Entro il 2030 dovranno vedersi i primi risultati. I documenti pubblicati a fine giugno rappresentano un’opportunità concreta per impostare un lavoro tecnico-politico serio.

Ma è necessario che i tecnici, le imprese, i cittadini e la politica si parlino. Che si torni a investire, a pianificare, a formare. Che si vada oltre le logiche elettorali del breve periodo.

L’efficienza energetica è un investimento, non un costo. E il tempo per agire è ora.


Che ne pensi? L’Europa lancia la sfida, ma l’Italia è pronta? Raccontami la tua esperienza, il tuo punto di vista, e condividi l’articolo se pensi che serva aprire un dibattito serio e costruttivo su questo tema.

Ing. Marcenaro Luca

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