EUROPA: STRETTA SULL'EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI EDIFICI ...

Data: 08-11-2022 (Prima stesura del 02-11-2022)

La Comunità Europea spinge sull’efficientamento energetico degli immobili non solo per le nuove costruzioni. In futuro, se vorremo affittare o vendere immobili, dovremo garantire una minima classe energetica!

Edifici di nuova costruzione a zero emissioni entro 2030 (2028 per la pubblica amministrazione), mentre per quelli esistenti il termine è il 2050 ... Questa la proposta di revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia (Energy Performance of Building Directive – Epbd) concessa a fine Ottobre 2022 dal Consiglio Europeo con l'obiettivo di spingere sulla riqualificazione dell’intero parco immobiliare europeo ed eliminare gradualmente gli edifici con le prestazioni energetiche peggiori. La proposta è parte integrante del pacchetto UE sul clima Fit for 55 e sarà presto al centro dei negoziati tra Consiglio UE, Europarlamento e Commissione.

In merito agli edifici esistenti, gli Stati membri hanno optato per l’introduzione di standard minimi di prestazione energetica corrispondenti alla quantità massima di energia primaria che gli edifici possono utilizzare per m² all'anno.

Per gli edifici non residenziali esistenti, gli Stati hanno previsto soglie massime di prestazione energetica, basate sul consumo di energia primaria e pari al 15% entro il 2030 e al 25% entro il 2034. Le soglie dovranno essere stabilite sulla base del consumo energetico del parco immobiliare nazionale al 1 gennaio 2020 e potranno essere differenziate a seconda delle diverse categorie di edifici.

Relativamente agli edifici residenziali esistenti, gli Stati membri hanno convenuto di fissare standard minimi di prestazione energetica sulla base di una traiettoria nazionale in linea con la progressiva ristrutturazione del loro parco immobiliare per renderlo a emissioni zero entro il 2050. L’orientamento prevede due punti di controllo per verificare i risultati raggiunti: entro il 2033 il consumo medio di energia primaria dell'intero parco immobiliare residenziale dovrà essere pari almeno alla classe di prestazione energetica D; entro il 2040 a un valore, fissato a livello nazionale, in linea con il percorso verso la trasformazione a emissioni zero del parco immobiliare residenziale.

Novità in vista anche per gli attestati di prestazione energetica, dove la nuova categoria "A0", corrispondente agli edifici a emissioni zero, si aggiungerà a quelle esistenti. Gli Stati membri avranno inoltre la possibilità di aggiungere una nuova categoria "A+" corrispondente agli edifici che, oltre ad essere a emissioni zero, offrono un contributo alla rete energetica da rinnovabili in loco.

A livello Europeo gli edifici sono responsabili del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni dirette e indirette di gas a effetto serra legate all'energia. Si parla di “leva” necessaria ad attuare le ristrutturazioni nei prossimi anni mediante misure concrete di regolamentazione, finanziamento e sostegno volte almeno a raddoppiare il tasso annuo di ristrutturazione energetica degli edifici entro il 2030 e a incoraggiare ristrutturazioni importanti.

Giovedì 3 Novembre ENEA e Comitato Termotecnico Italiano (CTI) hanno presentato la terza edizione del Rapporto annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici, che fà il punto, tra l’altro, sulle prestazioni energetiche del parco immobiliare in Italia. Potete scaricare il documento da questo link.

Senza alarmarsi troppo, probabilmente, e sarà da verificare, basterà ricadere almeno nella classe energetica "E". Nella maggior parte dei casi, parlo di edifici datati, bastano interventi limitati per raggiungere questa condizione, bisogna ovviamente approfondire la questione caso per caso. sono a disposizione per un eventuale consulenza professionale (in loco o a distanza). Potete contattarmi tramite questo link

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Ing. Marcenaro Luca

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