IL RISPARMIO ENERGETICO E LE “LOBBY” DEI COMBUSTIBILI …

lobby combustibili

Sicuramente non sono l’unica persona che spesso si domanda perché il nostro Paese, pur dichiarando di impegnarsi nella lotta contro il cambiamento climatico, avendo molte soluzioni tecniche a disposizione, non decida seriamente di abbandonare i combustibili fossili mettendo in campo una solida strategia in grado di convertire l’intero comparto energetico nazionale.

Chiamo subito un aspetto importante, da quanto ho potuto constatare analizzando le situazioni negli altri paesi, questo problema non è limitato solo alla nostra Italia ... Secondo voi quale è il motivo di questo immobilismo? Troppo spesso si parla di “influenze” da parte di “Lobby” nei confronti delle “istituzioni” ovviamente sempre senza dati alla mano ...

Sembrerebbe, analizzando uno studio effettuato dall’organizzazione non governativa “Corporate Europe Observatory (CEO)”, con sede a Bruxelles, che buona parte del nostro “ritardo” sia dovuto all’attività di lobbying di una certa fetta dell’industria energetica ... Si parla della Lobby del gas!

Andando ad approfondire l’argomento si viene poi a capire che l’attività delle lobby del gas “potrebbero” bloccare l’intera Europa ai combustibili fossili per almeno 40 anni, a prescindere dal fatto che praticamente tutto il mondo scientifico è convinto della serietà del fenomeno che sta caratterizzando il cambiamento climatico e nonostante gli impegni presi alla Cop21 di Parigi e gli sforzi che molte istituzioni, associazioni e aziende stanno facendo per una trasformazione sostenibile della nostra società!

Solo per dare un’idea, nel 2016 le lobby del gas hanno investito più di 100 milioni di euro per proteggere i propri interessi e aumentare il consenso intorno a questa risorsa combustibile … I gruppi che si muovono contro le lobby del gas possono contare appena su una capacità economica che raggiunge a stento il 3% di quella cifra. Grazie a queste risorse economiche, tramite continui contatti con le istituzioni europee, questi gruppi industriali sono riusciti a far passare il gas come un combustibile ‘pulito’, che può essere sviluppato in parallelo alle altre energie rinnovabili, invece di prevederne la sostituzione programmata in un certo arco temporale.

Per arrivare a questo risultato è stata fatta una poderosa campagna di marketing e di comunicazione, utilizzando una moltitudine di canali e di strategie diverse, e sì, in buona parte ha funzionato. In molti, adesso, pensano che il gas naturale sia realmente una fonte pulita, senza nemmeno immaginare che in realtà si tratta di metano, ovvero di un gas serra che può essere peggiore della già dannosa anidride carbonica (Il GWP del metano è pari a 25, questo vuol dire che 1 kg di metano emesso in atmosfera inquina 25 volte di più rispetto a 1 kg di anidride carbonica). Ovviamente questi dati non sono paragonabili al potere inquinante dei refrigeranti utilizzati nel campo della climatizzazione (macchine frigorifere).

É per questo che, di fronte alla sostenibilità e alla convenienza di sistemi energetici basati sul fotovoltaico, sull’eolico, sull’energia delle onde e sull’efficienza energetica, le istituzioni continuano a finanziare i combustibili fossili. Nello studio si parla di investimenti economici rivolti ad un lavoro mirato ad influenzare le scelte e quindi le politiche e i finanziamenti delle istituzioni europee.

Per fare altri esempi, i due colossi Mobil e Shell hanno investito quasi 5 milioni di euro in azioni di lobbyng, per non parlare degli innumerevoli incontri con chi tiene in mano le redini dell’Unione Europea. Oltre 450 incontri tra il commissario europeo per il Clima e l’Ambiente Cañete e il vicepresidente della Commissione europea e Commissario europeo per l’unione energetica Maroš Šefčovič e ovviamente gli esponenti delle lobby del gas …

Purtroppo le orecchie di chi in Europa si occupa di energia e di ambiente non sono sempre puntate verso chi vuole difendere l’ambiente e salvaguardare il nostro pianeta dal cambiamento climatico … Spesso tendono ad ascoltare chi, per il proprio puro ed egoistico interesse, vuole promuovere i combustibili fossili.

Detto questo ci tengo a precisare che, realizzare impianti termici con caldaie a gas a condensazione, risulta comunque, ad oggi, una delle soluzioni più contenute in ambito ambientale che credo, nei prossimi anni (10? 20?), debba lasciare spazio alle nuove tecnologie che sfruttano le energie rinnovabili, partendo magari da semplici integrazioni parziali.

Per chi fosse interessato a seguire i miei brevi interventi relativi al risparmio energetico, alle energie rinnovabili e a tutto ciò che riguarda l’impiantistica e la termotecnica in genere, potete visionare il mio BLOG, la mia pagina fans di Facebook o il mio profilo LinkedIn, canali tramite i quali cerco, il più costantemente possibile, di divulgare informazioni sperando in una condivisioni costruttiva di idee e di esperienze.

 

Ing. Marcenaro Luca

 

“ … Solo chi antepone il bene comune al bene proprio, solo chi mostra di avere senso di responsabilità, merita il potere perché sa renderlo giusto ...” (Enzo Bianchi)

 

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